Il cuore come un giardino segreto

Vairano Scalo, 2 settembre 2012

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Celebrazione Eucaristica

presieduta da

S. E. Rev. ma Mons. Arturo Aiello

Parrocchia Santi Cosma e Damiano

XXII Domenica del Tempo Ordinario/B

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Saluto iniziale

Carissimi fratelli e sorelle,

la festa patronale della vostra comunità vi riporta alle origini, quando la comunità parrocchiale di Vairano Scalo era piccolissima ma aveva una fede mariana. La devozione alla Madonna del Carmine costituisce la radice di una comunità che poi è andata allargandosi e che ha avuto bisogno di uno spazio nuovo, questo che ci ospita, che ci abbraccia in questa celebrazione che vogliamo vivere con intensità, ora, all’inizio, deponendo ai piedi del Signore i nostri fardelli. Confessiamo i nostri peccati.

LETTURE

Dt 4, 1-2.6-8

Gc 1, 17-18.21b-22.27

Mc 7, 1-8.14-15.21-23

Omelia

Speriamo innanzi tutto, carissimi fratelli e sorelle, di non meritare anche noi, questa sera, il rimprovero di Gesù che non fa altro che ripetere una parola dell’antico profeta: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano. Nella vita della Chiesa, come nella vita familiare, come nella vita civile ci sono dei riti. Questi riti possono riguardarci in una maniera solo superficiale, e direi emotiva, e non attraversare la verità del nostro essere, non farci vibrare interiormente. Gesù si rivolge a questo punto interiore, in questa diatriba di cui abbiamo ascoltato dall’evangelista.

Gesù prende spunto da una polemica che è nata perché i suoi discepoli non rispettano le norme rituali delle abluzioni e di qui nasce tutto un dibattito (a volte bisogna prendere spunto da quello che succede per dibattere, in famiglia, in parrocchia, nel gruppo…): Ma che cosa è veramente importante? Questo Gesù vuole insinuarci come interrogativo.

Noi facciamo un’eccessiva attenzione all’apparenza. Per esempio, tra poco si apriranno le scuole e se un vostro bambino, come uno di questi al primo banco che hanno fatto da poco la prima Comunione, va a scuola senza lo zaino multicolore della Nike o le scarpe giuste, dopo 15 giorni dovete portarlo dallo psicoterapeuta. Non è una battuta, ma una considerazione amara per dire come la cultura degli oggetti che danno importanza alla nostra vita è entrata così dentro le nostre case da forgiare anche i nostri ragazzi, i nostri bambini, per non parlare degli adolescenti e dei giovani, e pure degli adulti. Quel bambino, se dovesse presentarsi con una cartella, con cui si andava a scuola 30’anni fa, forse anche 20’anni fa, sarà preso  in giro, diventerà il “soggetto” della situazione…

Ci troviamo nella stessa situazione cui allude Gesù: si fa più attenzione all’abito che alla persona che lo indossa, si fa più attenzione a ciò che indossiamo, alle maglie griffate, alle borse di marca, e non alla vita, ai sentimenti, ai valori che quella persona porta con sé. Allora – so che da un punto di vista pedagogico è difficilissimo, perché dev’essere un movimento culturale affinché questo si realizzi – Gesù dice che bisogna fare un’inversione di marcia. E l’inversione è dalla maglietta, dallo zaino Nike, dalle scarpe di 200, 300 euro, mi dicono anche di 500 euro (valgono più le scarpe che i piedi a volte), al cuore.

Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano. Gesù dice di stare attenti a una serie di norme, di ritualità, di principi sui modi di assumere:non è quello che entra, ma quello che esce dall’uomo che lo sporca, lo rende impuro. E da dove escono questi sentimenti? Da dove escono questi progetti, questi pensieri? Si dà un termine simbolico: cuore. Il cuore è il centro della mia persona, non è un muscolo. Il cuore è l’io interiore, è la persona senza quegli orpelli che sembrano essere determinanti, identificanti della persona. Il cuore è quanto di meglio ci sia nella nostra vita. Allora siamo chiamati, con la Parola di Dio di quest’oggi, che coincide con la vostra festa – quindi invitati anche dalla Madre celeste – a ritornare al cuore. Voglio consegnarvi tre impegni.

Innanzi tutto avere maggiore attenzione al cuore. Ma noi già abbiamo attenzione al cuore, alle dimensioni affettive… lettere al direttore… Non c’è rivista che non risolva problemi di cuore, ma non mi riferisco a quello. Fare attenzione al cuore significa ritornare ad avere attenzione per la vita spirituale, significa riprendere un cammino che è stato portato avanti per secoli nella Chiesa dai monaci, ma appartiene a tutti i componenti della Chiesa. Fare attenzione al cuore significa interrogarsi continuamente: ma questa parola che sto per dire, questa scelta che sto per fare, questa calunnia che sto per divulgare o che sto per mandare in giro sui salotti virtuali di facebook, da dove nasce? Perché mi viene questa parola? Questa è l’attenzione al cuore a cui, oggi, quasi nessuno più presta orecchio. È un’attenzione che è andata perduta, perché l’importante sono le parole, i gesti, l’importante è partecipare alle feste, vestirsi in una certa maniera, l’importante è far parte di un gruppo e non di un altro. No, l’importante è il cuore. Allora la prima consegna che il Vescovo vi fa stasera è di fare più attenzione alle cose che dici, ai pensieri che ti passano per la mente. Scovane la radice: scoprirai che c’è una radice perversa anche in cose apparentemente buone; a volte c’è una radice perversa in atteggiamenti che sembrano essere di apertura, in realtà è un modo per mettersi in mostra. Chiedetevi: perché sto dicendo questa cosa? perché sto facendo questo esempio? perché sto utilizzando questa parola? perché sto pensando questo pensiero? È una sorta di immersione nella nostra interiorità per capire dove nascono, dice Gesù, tante cose negative, di cui ci lamentiamo tutti, ma le neghiamo all’atto in cui si manifestano. Invece bisognerebbe andarle a scovare all’atto in cui nascono, all’atto in cui sono piccole – direbbe Il piccolo principe, un testo che alcuni di voi avranno certamente letto – all’atto in cui sono piantine facilmente sradicabili; quando il baobab è diventato un albero maestoso, non ci sarà tentativo che valga per sradicarlo.

Pregare per il cuore. Cosa significa pregare per il cuore? Più volte, nella Bibbia, soprattutto nell’Antico Testamento, troviamo espressioni che riguardano il cuore: Vi darò un cuore nuovo, toglierò da voi un cuore di pietra e vi darò un cuore di carne… E poi: Crea in me, o Dio, un cuore puro (Salmo 50).

Mentre il primo atteggiamento è attivo, cioè verifico la radice delle cose che voglio fare, dei miei progetti, delle parole che voglio pronunciare, il secondo atteggiamento è passivo, perché chiedo che il Signore, con la Sua grazia, venga a purificare il mio cuore, perché da solo non ce la farai. Per questo veniamo a Messa, per questo ci si confessa, per questo si prega: perché il cuore sia un lago alpino e non una cloaca.

Terza consegna: arredare il cuore. Ritorna adesso un impegno attivo. Cosa significa arredare il cuore? Significa, in poche parole (lo so che il caldo ci affligge e che la processione incalza come impegno), che tu nel cuore ci trovi quello che ci metti. Non ti lamentare che ti vengono certi pensieri, se tu guardi certi film, se ti connetti su certi siti, se tu leggi certa stampa… Chi ce l’ha messo nel tuo cuore, questo sentimento, questa immagine? Le immagini sono potentissime: le parole sfuggono, ma le immagini rimangono per una vita. Allora allestire e arredare il cuore significa anche fare attenzione che nel mio cuore ci siano parole vere, ci siano citazioni di poeti. Quante citazioni riusciresti a tirar fuori dal tuo cuore in questo momento? Da quando non si imparano a memoria più poesie, credo quasi zero. Magari qualche giovanissimo e giovane ricorderà il verso di qualche canzone.

Metti nel tuo cuore sentimenti, parole, racconti, letture, amicizie che lo rendano bello e allora, con maggiore facilità emergeranno alla coscienza situazioni di pace, dimensioni di tranquillità e il tuo cuore sarà un approdo sempre felice: mi rifugio un po’ nel mio cuore perché c’è chiasso intorno, perché sono stato ferito più volte in questa giornata… Entrare nel proprio cuore è come entrare in un giardino segreto dove ho piantato dei fiori, dove ci sono delle aiuole, degli alberi, c’è una panchina dove riposare, c’è un Dio da incontrare, dove ci sono dei defunti con cui dialogare, degli amici da incontrare, dove ci sono dei nemici per cui pregare.

La Madonna del Carmine interceda per noi, perché toniamo a fare attenzione al cuore, perché torniamo ad educare i nostri figli a guardarsi dentro, dato che vivono in superficie (internet è una grande superficie dove non si riesce ad andare in profondità). Interceda per noi, perché Dio ha guardano il cuore di Maria e se n’è innamorato prima che del suo corpo; si è innamorato del cuore di Maria, che era appunto come un lago alpino dove Egli amava specchiarsi tanto da incarnarsi, da far incarnare in lei il Suo Figlio per la nostra salvezza. E dunque Maria dice: Adesso state per celebrare l’Eucarestia, attenti, mettete da parte il caldo… Poi faremo la processione: che non sia un gesto esteriore, ma ciascuno di noi entri in se stesso, recuperi questa dimensione, perché nel tuo cuore c’è la tua grandezza o la tua perdizione.

Tutto si decide nel cuore.

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Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall’autore.

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