Tutte le vie conducono a Dio

Teano, 30 settembre 2012

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Celebrazione Eucaristica

presieduta da

S. E. Rev. ma Mons. Arturo Aiello

Teano,  30 settembre 2012

Chiesa Cattedrale

XXVI Domenica del Tempo Ordinario/B

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Saluto iniziale

Benvenuti a tutti, in particolare a coloro che hanno compiuto un pellegrinaggio verso la Chiesa Cattedrale nel giorno in cui chiedono di essere confermati nella fede cristiana; li accogliamo, li accompagniamo con la nostra preghiera, con il nostro affetto. È un giorno importante, fa da spartiacque nella vita cristiana: prima e dopo la Cresima, prima e dopo l’effusione dello Spirito Santo. Tutto questo avviene all’interno di un Santuario che si chiama Eucarestia, dove entriamo trepidanti (tutti), indegni (tutti), raggiunti dalla misericordia di Dio (tutti). Allora, senza difficoltà, confessiamo le nostre colpe.

LETTURE
Nm 11, 25-29
Gc 5, 1-6
Mc 9, 38-43.45.47-48

Omelia

Viviamo questa Eucaristia domenicale, già di per sé importante come appuntamento dei credenti, per non perderci di vista e per non perdere di vista l’essenziale della fede. Ma questa Eucaristia è ulteriormente avvalorata, impreziosita, dai venti giovani provenienti da più parrocchie della nostra Diocesi, che sono venuti nella Chiesa Cattedrale per ricevere il Sacramento della Confermazione. È  un sì definitivo, compiuto liberamente, che apre la strada ad una testimonianza che durerà per tutta la vita. Ed è un sì sigillato da un dono che viene dall’alto, che noi chiamiamo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo è l’anima della Chiesa, ne è il respiro, ciò che ci fa guardare avanti anche nei momenti di estrema difficoltà, perché è sempre uno spirito di ottimismo, anche in tempi difficili come quelli che viviamo. I cristiani non possono aggiungere le loro voci ai lamenti che si innalzano da più parti nella nostra società, come se fossimo ormai alla frutta, come se questi fossero gli ultimi tempi, come se stessimo assistendo al tramonto degli dei, come si diceva un tempo.

Lo Spirito è spirito positivo, come si dice con una parola oggi in voga, ci spinge a fare, a operare nel nostro piccolo, laddove tu vivi – mi riferisco ai giovani che stanno per ricevere la Cresima, ma questo vale per tutti voi che immagino già cresimati – in famiglia, all’università, sul lavoro, nella vita affettiva, nella società, con uno spirito imprenditoriale, cioè di chi sa essere intraprendente. Lo Spirito – ci ricorda la Parola di oggi – è sovrano, è libero, opera nella Chiesa in una maniera particolarissima, ma non solo. E su questo vorrei fermarmi un attimo con voi.

Nella Prima Lettura avete assistito ad un conflitto di competenze. Mosè, oberato di lavoro, sceglie 70 anziani, saggi, che possano amministrare la giustizia e quindi sgravarlo di una mole di lavoro, perché, oltre che condottiero, Mosè era in qualche maniera il sovrano, assommava in sé tutti i poteri dello stato – che adesso sono suddivisi, come ognuno di voi sa – anche quello giudiziario. Quindi si decide per questi 70 che saranno i procuratori generali, che saranno i giudici delle questioni e, poi, Mosè in prima persona tratterà solo le cose importanti. Tutto è stabilito, la toga è pronta, ma due fanno ritardo (c’è sempre qualcuno che fa ritardo…). Fanno ritardo, non si svegliano in tempo, perdono il treno che li conduce alla celebrazione, si buca una ruota dell’auto con cui stanno arrivando in Cattedrale… Non ci sono. Ma la liturgia comincia lo stesso e lo Spirito scende sui 68, non solo, ma anche sui due ritardatari, sui due che stanno ancora per strada, che stanno gonfiando la ruota, che hanno chiamato un meccanico, che stanno correndo. Il fatto che lo Spirito sia sceso anche sui due assenti, sui due non presenti al rito di ordinazione, genera una qualche perplessità in uno che poi sarà condottiero, Giosuè, che è l’allievo, il delfino di Mosè, che chiede a Mosè di fermare i due che stanno profetando fuori dell’accampamento.

Lo stesso episodio (più o meno il senso è lo stesso) avviene ai tempi di Gesù e, stavolta, a presentare l’obiezione è Giovanni, il discepolo amato – quindi non è uno sprovveduto – che ha visto utilizzare il nome di Gesù fuori della cerchia anche con effetti miracolosi. Allora dice a Gesù: Provvedi! Manda un anatema! Ferma! Scomunica! E Gesù dice: Perché? Perché ti angosci tanto?

Carissimi giovani, ma anche padrini e voi tutti che siete qui, lo Spirito agisce nella Chiesa. Se dovessi rimandarvi a un testo, da questo punto di vista illuminante – ma voi non avete consuetudine con questi documenti, non ne avete con la Sacra Scrittura, immaginarsi con i documenti conciliari – vi direi: leggetevi o guardatevi lo schema della Lumen Gentium. Sono passati 50’anni da quando tutti i vescovi del mondo firmarono quel documento sulla Chiesa e, a distanza di 50’anni, rimane ancora un po’ scandaloso, santamente scandaloso, perché si disse che la Chiesa è la detentrice della verità, che lo Spirito Santo agiva nella Chiesa, ma poi ci si chiese: e gli altri? e le altre religioni? e gli uomini di buona volontà che lavorano, senza saperlo, per il Regno di Dio? e tutte le persone buone? e quelli che, in buona fede, sono nati in un’altra cultura? che ne è? come si inseriscono in questo piano? dobbiamo sentirli come scomunicati? come lontani, assenti, cattivi?

C’è uno schema a cerchi concentrici che, per chi fra voi abbia il vizio di frequentare l’anno liturgico, è presente nella preghiera di intercessione il Venerdì Santo. Si comincia a pregare per quelli vicini, poi man mano la preghiera si allarga, si allarga, si allarga… Innanzi tutto si prega – mi riferisco alla preghiera universale del Venerdì Santo – per il Papa, per il Vescovo Arturo, che purtroppo per voi è ancora qui, per i nostri sacerdoti, cioè per quelli “di casa”, quelli che noi riteniamo essere preposti, quelli che hanno ricevuto il dono particolare dallo Spirito: la Chiesa Cattolica. E fin qui ci siamo. Siamo noi. Spero che voi vi sentiate dentro la Chiesa Cattolica; la Chiesa non sono i vescovi, non è il Papa: siamo noi. Quello che succede in bene e in male dipende da tutti noi.

Poi ci sono delle confessioni cristiane non cattoliche. E che ne è dei Protestanti? Che ne è della Chiesa Ortodossa? Che ne è dei Pentecostali? Allora, dopo la Chiesa Cattolica, si prega per le Chiese cristiane non cattoliche. Sono vie anche queste? Certo! Tutte le vie conducono a Roma, dicevano gli antichi. E tutte le vie conducono a Dio; più o meno consapevolmente conducono a Cristo, quindi anche le Chiese cristiane. Pensate al primo scisma, quello dell’anno 1050 e poi 1500, a Lutero e tutto quello che ne è venuto dopo, poi la Chiesa anglicana: rientrano in queste Chiese.

Poi c’è un altro cerchio: le Chiese o le religioni monoteistiche. Quindi non parliamo più di Cristianesimo, ma parliamo ad esempio di Buddismo, in cui c’è la percezione di un unico Dio: si salvano? E la risposta è sì, se vivono bene la loro vita, se seguono quello che sanno, se si lasciano illuminare da quella stilla di luce che è presente anche nel loro mondo, con tutte le sue deviazioni (ne abbiamo anche noi). Nell’aspetto buono, almeno credono che ci sia un Dio solo. Poi si prega per tutte le altre religioni, anche quelle panteistiche, politeistiche.

Spero che stiate guardando questa rosa: la parte più centrale, la Chiesa cattolica, le Chiese cristiane, le Chiese monoteistiche, le altre religioni e poi, alla fine, tutti gli uomini di buona volontà. Può esserci un poeta sconosciuto, lontanissimo, che non è mai stato a Roma, che non ha mai incontrato Gesù… Penso a Tagore in questo momento, un poeta indiano. Gandhi stesso viene da quel mondo, non si è convertito al Cristianesimo, ma è un grande, la “grande anima” è il nome con cui lo designano. Queste persone hanno fatto sul serio, hanno radicalizzato quel bene che hanno intravisto e dunque si salvano. C’è lo Spirito Santo? Ci sono stille di Spirito Santo anche in loro. Ecco, è un quadro molto ampio, di grande respiro, ben oltre quelle grettezze che vediamo anche tra noi: Questo appartiene alla parrocchia della Cattedrale! Quello appartiene alla parrocchia di là! Siamo divisi già tra noi e poi non riusciamo ad accettare che ci possano essere percorsi di verità altrove.

Lo Spirito Santo agisce in una maniera pervasiva. Anche tua figlia, che è lontana, che ha abbandonato la fede, troverà dei sassolini di Pollicino per non perdersi. Lo Spirito Santo agisce anche in lei, perché è battezzata, anche se se l’è dimenticato. Perché lo Spirito ricevuto nella Cresima, che non ha più coltivato, in qualche maniera, misteriosamente, agisce anche in lei, come in tuo marito che non viene mai a Messa, come in tante persone che lavorano segretamente per il bene. Allora da questo messaggio usciamo incoraggiati, innanzi tutto ad evitare ogni grettezza, ogni chiusura, ogni settarismo (questo pericolo c’è anche nella Chiesa Cattolica), e usciamo anche con un animo aperto per dire: io ho celebrato l’Eucaristia, dunque non c’è nulla di meglio, ma se vedo uno sprazzo di verità in un’altra persona, anche se proveniente da un universo culturale-religioso diverso dal mio, mi metto in ascolto, perché lo Spirito abbraccia tutto.

Gli “uomini di buona volontà”, nell’ultimo cerchio di questa rosa – che non è quella di Dante, ma è la rosa dell’azione dello Spirito – sono persone lontanissime ma vicinissime, perché poi c’è da dire che spesso quelle vicinissime sono lontanissime. Quelle più sottomano, quelle che sembrano ferventi, quelle che stanno sempre al primo banco, potrebbero dire, come Giovanni nel Vangelo: Impediscilo!, o come Giosuè nella Prima Lettura: Ferma Eldad e Medad!

No – dice Mosè. No – dice Gesù – Chi non è contro di noi è con noi. Allora il Signore vi dia un cuore grande per scoprire che, mentre noi lavoriamo nella Chiesa in una maniera consapevole, tanti lavorano inconsapevolmente per lo stesso progetto.

Non è il caso che ci incontriamo? Forse sì.

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Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall’autore.

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