Lezioni di umiltà

Immagine2

Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” del 30 agosto 2013

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Teano – Calvi

***

Pace e bene.

“Lei non sa chi sono io!”. È il sibilo della spada estratta dal fodero, l’inizio di un duello senza fine, di cui siamo stati più volte attori o spettatori. L’orgoglio ferito innesca guerre lunghe e sanguinose, infittisce i faldoni delle cause, rallentando e appesantendo i nostri tribunali, amareggia i condomini e apre crepe in amicizie che sembravano eterne. Anche se la frase assassina non è mai uscita dalle nostre labbra, l’orgoglio fa capolino in maniera strisciante nei nostri titoli accademici, gonfiando il nostro amor proprio. Sui biglietti da visita i nostri titoli sono messi in fila con accurata e maniacale precisione: Dott. Prof. Cav. Rev. Ecc…, poi, con un colpo di penna di falsa modestia, sono annullati, ma in modo che restino bene in vista, quasi a dire: Guarda quale benevolenza ti uso, abbassandomi dall’alto della mia competenza fino al tuo povero comprendonio!

I titoli sono paraventi per nascondere il nostro vuoto e le nostre prosaicità.

Non si può parlare di umiltà senza parlare di Dio, che è il primo e grande Maestro di quest’arte così preziosa e rara. Nel rivolgersi all’uomo scegliendolo come interlocutore, soprattutto nell’Incarnazione, Dio si abbassa e annulla la sua grandezza, come fa un papà che si mette ginocchioni per parlare al suo bambino.

«Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato», dice Gesù nel vangelo, invitandoci a imboccare la via stretta della percezione del nostro niente.

“Basta essere uomini per essere poveri uomini” – soleva dire don Primo Mazzolari.

Il Papa Francesco, con mille segni più che con le parole, ci sta dando lezioni di umiltà, lui che di titoli potrebbe vantarne tanti e prestigiosi.

***

Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

Annunci