Ai cuori smarriti

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Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” dell’13 dicembre 2013

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Teano – Calvi

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Pace e bene.

Ci sono giorni, mesi ed anni bui, in cui il senso di estraneità si fa forte e non riusciamo a riconoscere neppure le persone che ci vogliono bene o la via di casa. Sono tempi col cielo addosso, in cui camminiamo curvi, come se portassimo il mondo sulle spalle, come avviene nel mito di Atlante. Separazioni e dolori intensi possono originare questi momenti o la rottura di un filo sottilissimo nella ragnatela della nostra psiche, a volte senza che ci sia neppure un motivo chiaro. Ci si alza la mattina e lo specchio ci rimanda l’immagine di uno sconosciuto: ci si sente estranei al mondo, agli altri, a se stessi. Esuli.

Alcuni continuano in questo stato la loro vita intensa, come se nulla fosse accaduto, recitando la parte di se stessi al lavoro, in famiglia, in società; altri, la maggior parte, precipitano lentamente in un mondo di ombre che li rende dolorosamente insensibili, come amebe.

A gente che vive in condizioni simili viene inviato il profeta Isaia con le parole che ascolterai Domenica prossima: «Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio … Egli viene a salvarvi».

Forse anche tu, che mi stai ascoltando, sei in un momento buio della tua vita, in un buco nero. A te, più che ad altri, viene rivolto l’invito della liturgia dell’Avvento, che ti avverte della venuta di Dio come Salvatore. Lui conosce il nostro cuore e le nostre cadute di stile e di tono, i nostri salti nel vuoto; sa che ci siamo persi e viene a scovarci nel nostro buio.

Alza lo sguardo al cielo stasera: c’è una stella che brilla solo per te. Si chiama “speranza”.

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Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

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