Ogni azione, buona o cattiva, è stata prima un pensiero.

Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” del 14 febbraio 2014

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Teano – Calvi

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Pace e bene.

A sera, i monaci, prima di Compieta, che è la preghiera che conclude il giorno e quasi lo sigilla, passano davanti all’abate e singolarmente, sottovoce, gli consegnano i pensieri ossessivi della giornata. I Padri antichi li chiamavano λογισμοι e volevano indicare con essi i pensieri che avevano disturbato la preghiera o il lavoro dei monaci. Perché li raccontavano all’abate? Non era proprio una confessione sacramentale, ma se ne traevano certo benefici psicologici, quei benefici che, secoli dopo, la psicoterapia ha conseguito con il metodo che si basa sul raccontare, sull’oggettivare, sul verbalizzare. Proviamo ad utilizzare qui, adesso, il metodo antico dei monaci. Certo, io non sono il tuo abate, e tu non sei un monaco ma un anonimo coniuge che rincasa a fine settimana. Prova a chiederti: Quali pensieri mi hanno distratto e disturbato in questa settimana? Scarta quelli che sono apparsi solo un momento sul display della mente e focalizza l’attenzione su un pensiero che si è presentato più volte in una giornata, a volte addirittura in maniera ossessiva. Chiediti: Cosa c’è dietro questo pensiero? Quale sentimento lo muove? È un pensiero buono o cattivo? Cosa accadrà se io permetto che si radichi in me? mi aiuta a vivere sereno e a compiere il mio dovere o me ne distoglie? Starai pensando che do troppa importanza ai pensieri, ma devo ricordarti che essi alimentano e creano i sentimenti che divengono passioni, che a loro volta generano azioni.

Nel Discorso della Montagna Gesù dice: Avete inteso che fu detto, ma io vi dico, e porta l’attenzione dalle azioni ai pensieri, da ciò che si fa a ciò che si pensa. Ogni azione, buona o cattiva, è stata prima un pensiero. Per questo i monaci raccontavano all’abate i pensieri ed era come passarli al setaccio. Se provi a farlo anche tu ogni sera, vedrai che le cose andranno meglio. Saggezza dei monaci antichi!

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Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

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