Guardate i gigli del campo…

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Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” del 28 febbraio 2014

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Teano – Calvi

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Pace e bene.

Di ritorno dal lavoro, come ogni sera, ma ancor più il venerdì, utilizzi il tempo in auto per sostituire i file. Non è bastato chiudere la porta dell’ufficio per distaccarti dai problemi del lavoro, dalle incombenze lasciate a metà, telefonate da fare, contatti da riattivare. Le preoccupazioni ti seguono e ti inseguono. Intanto riattivi il file-famiglia, passi in rassegna moglie e figli con le loro lune, i loro volti, i loro problemi, le cose che ti hanno chiesto di comprare, così, tra un semaforo e l’altro, un rallentamento e un chilometro di coda ti prepari a far fronte a un’altra guerra nel fine settimana, che dovrebbe essere uno spazio di riposo e di serenità.

Suonano quanto mai appropriate le parole di Gesù nel Vangelo di Domenica: «Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani». Guardate gli uccelli del cielo, guardate i gigli del campo, Dio si occupa di loro e pensa a nutrirli e a vestirli.

È un invito a non farsi prendere dall’ansia, perché la vita vale più del cibo, e il corpo più del vestito. Il nostro corpo porta griffata l’impronta di Dio. Apparteniamo a Lui ed Egli ha cura di ciascuno di noi. Anche di te e della tua famiglia. Se per un attimo ti concentri su questi pensieri, ti sentirai invadere da una grande pace, e farai rientro a casa stasera con un volto più disteso e aperto alla speranza. “Dio vede e provvede!” dicevano i nostri nonni.

Mentre ascolti queste mie parole, proprio a quest’ora, io sarò nella cattedrale di Teano impegnato nell’Ordinazione presbiterale di cinque giovani. Scusami, se apro questa parentesi strettamente personale, ma sai, anch’io sono padre, e a volte sono in apprensione per i figli che Dio mi ha affidato. I nomi degli Ordinati sono: Luigi, Alfonso, Gianluigi, Pasquale e Pierangelo. Fa’ una preghiera per loro, perché ora che da figli diventano padri possano fidarsi di Dio in ogni momento. E che siano santi!

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Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

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