Finalmente verso la luce!

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Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” del 28 marzo 2014

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Teano – Calvi

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Pace e bene.

Il tatto è la prima via di conoscenza per il bambino che inizia l’avventura della vita. Le cose e le persone assumono forma nel tocco delle mani, che prendono, stringono, lasciano, trasmettono calore e parole, affetto e paura. Ci vorranno anni per tradurre queste prime forme di contatto in suoni e in frasi, in discorsi e libri, in canzoni e romanze. L’attenzione con il passare degli anni andrà ad altre parti del corpo e a linguaggi più sofisticati e complessi, eppure il parlare delle mani resterà come il basso continuo di ogni altra forma di comunicazione. È come una memoria dell’età della pietra. Tra tutte le parole manovali, la carezza resterà regina, ad esprimere con un lieve tocco del palmo l’inesprimibile della tenerezza.

Gli anziani moribondi, cui le parole s’impastano in bocca con difficoltà e cui l’udito tradisce la gamma dei suoni, trasaliscono al tocco di una mano e desiderano andarsene silenziosi verso il buio con qualcuno che tenga loro la mano.

Per alcuni la conoscenza del mondo si ferma alla forma tattile e, dando ali alle mani,  progrediscono in questa forma di linguaggio che resta l’unica porta aperta nel buio che avvolge ogni cosa.

A te sono consegnati i colori del mondo e del tramonto di questo venerdì sera. Pensa per un attimo ai tanti non vedenti che cercano di dare un volto alle cose con il peso delle mani. Sono come l’uomo nel mito della caverna di Platone, che vede solo le ombre proiettate sullo sfondo dell’antro e crede che siano reali.

Gesù nel Vangelo di Giovanni apre gli occhi a un cieco nato, suscitando scalpore e disappunto a Gerusalemme. Quel cieco rappresenta ciascuno di noi, chiuso in una forma di conoscenza primordiale e imperfetta, cui il Redentore apre una nuova e luminosa visione della vita. Ora vediamo in maniera imperfetta, ma un giorno vedremo faccia a faccia, come l’uomo di Platone cui qualcuno insegna l’arte di voltarsi verso l’imboccatura della caverna.

Finalmente verso la luce, dando le spalle alle ombre!

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Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

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