A volte una parola, anche dura, può salvare una vita

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Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” del 5 settembre 2014

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Teano – Calvi

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Pace e bene.

Tornando a casa, in questo venerdì sera, guardi alla moviola gli incontri della settimana che si conclude, fai una zoomata su volti e parole, per capire meglio, per cogliere particolari che, nello scorrere delle ore e degli appuntamenti, possono esserti sfuggiti: incontri di lavoro, di convenienza, di rappresentanza; incontri affettivi con parenti e amici; parole dette o ascoltate al telefono o comparse sul display del tuo PC o del tuo iPhone.

Le ore che trascorri in auto per tornare possono essere usate per questo lavoro di verifica e di archiviazione, per capire meglio gli altri e te stesso nelle interazioni della settimana. Gli altri non sono paggi alla nostra corte o cicisbei, ma persone che hanno il potere di farci stare bene o male, che possono renderci contenti o aprire nuove piaghe per la nostra sofferenza. Dagli altri prendiamo entusiasmo e linfa, degli altri siamo responsabili nella misura dell’amore. “Sono diventato responsabile della rosa che ho addomesticato”, dice il Piccolo Principe.

A volte, per una malintesa autonomia, non interveniamo nella vita dei nostri parenti ed amici, per non varcare la soglia della loro privacy, in realtà, molte volte si tratta solo di paura e di codardia.

Nel vangelo di domenica prossima – con le regole comunitarie – Gesù ci invita a prenderci cura del fratello che sbaglia con interventi puntuali e graduali.

“Tutti siamo responsabili di tutti”, soleva dire don Lorenzo Milani.

A volte un silenzio diventa cooperazione di colpa, mentre una parola, anche dura, può salvare una vita.

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Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

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