Chi è senza peccato, scagli la prima pietra

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Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” dell’11 marzo 2016

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Teano – Calvi

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Pace e bene.

Ci sono pietre che fanno male, sassi acuminati che decretano la morte di un uomo, di una donna. Un tempo era in vigore una condanna capitale della lapidazione dove, in un macabro tiro al bersaglio, il malcapitato veniva sommerso da una pioggia di pietre che cadeva inesorabile fino all’ultimo respiro; oggi, il peso delle pietre è sostituito da quello delle parole, dei giudizi, che si moltiplicano sul web, fino a distruggere la reputazione di una persona. Qualche volta, inducendola persino al suicidio.

Le parole non hanno peso, ma fanno male. Una parola ci fa vivere, come l’espressione “Ti amo”, una parola può farci morire dentro, come la frase assassina “Tu non vali nulla, tu non hai diritto di essere al mondo”.

Il deprecato bullismo scolastico trova ampio spazio anche nel mondo degli adulti tramite l’arte sottile del pettegolezzo o utilizzando le pietre pesanti della calunnia. Dobbiamo imparare l’ascesi delle parole, il valore del silenzio, l’arte dell’incoraggiamento, che aprono la strada verso un futuro. Anche a chi ha sbagliato.

Nell’incontro drammatico con la peccatrice, dove in tanti avevano pronte le pietre per la sassaiola, Gesù fa barriera con una frase diventata proverbiale: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Si fece silenzio e andarono via tutti. E l’unico che poteva scagliare la pietra scelse una parola di misericordia per lei e per tutti noi. «Neppure io ti condanno, va’!». D’ora in poi, a chi è coperto dalla coltre mortale della colpa, si apre un futuro di grazia.

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Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

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