La scaltrezza di chi guarda ciò che lo attende

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Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” del 16 settembre 2016

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Teano – Calvi

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Pace e bene.

Siamo raggiunti continuamente da notizie di corruzione che riguardano amministratori pubblici o di enti, che hanno sottratto ingenti somme, stornandole per propri interessi o dirottandoli su conti esteri. Ogni giorno la notizia di ieri, che ci sembrava il massimo della disonestà, viene soppiantata da una nuova con aggiunta di zeri che fatichiamo a leggere nella portata economica.

Il denaro ha avuto da sempre una forza di attrazione e di seduzione cui si resiste a fatica. La cultura napoletana, che ha saputo e sa sorridere dei limiti umani, ha coniato un proverbio che recita che il denaro ha financo la potestà di far tornare la vista ai ciechi. Ciascuno di noi deve interrogarsi sulla libertà di usare i soldi senza divenirne schiavo, qualsiasi sia il suo reddito e la sua disponibilità, perché le grandi truffe nascono da piccoli e lontani peccati veniali rispetto al loro impiego.

Anche Gesù nel Vangelo racconta di un amministratore disonesto che, prima di consegnare la delega, volge al suo favore i conti del padrone per assicurarsi il futuro. Gesù sembra lodarlo, in realtà loda la sua scaltrezza nel guardare a ciò che lo attende e ci invita ad investire i nostri risparmi nella banca dei poveri, l’unica che non va mai in bancarotta e i cui titoli sono riscuotibili anche nell’eternità.

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Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

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