Te piace ‘o presepe?

eduardo-de-filippo

Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” del 2 Dicembre 2016

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Teano – Calvi

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Pace e bene.

“Te piace ‘o presepe?”, chiede Luca, il protagonista di Natale in Casa Cupiello, al figlio Tommasino, nel famoso testo di Eduardo De Filippo. L’intera commedia tragicomica del grande drammaturgo si snoda sulla domanda che il padre fa al figlio, nel tentativo di interessarlo all’allestimento del presepe, che nel secolo scorso occupava spazio e tempo nelle case, fungendo da liturgia di preparazione al Natale. Nel testo di De Filippo il figlio risponde sempre: “No, nun me piace!”, per marcare una distanza dal padre e dalla sua fede semplice. È un “no” che segna anche la distanza tra le generazioni e racconta la difficoltà dei genitori a trasmettere ai figli i valori e i simboli della fede su cui si impernia la loro vita.

Tu, riesci a narrare ai tuoi figli l’alfabeto della vita, su cui si basa la tua esistenza? Riesci a ritagliare tempi magici in cui portarli, come in pellegrinaggio, nei momenti decisivi della tua vita da bambino, da adolescente, da giovane, per far loro percepire che la loro storia ha una preistoria nel tuo sangue e nei tuoi ricordi? Il rischio dei genitori, oggi, è di rassegnarsi dinanzi alla scontrosità degli adolescenti, facendo scendere un sipario di silenzio, che rompe il patto tra le generazioni. Bisogna, al contrario, essere testardi e dolci, come il protagonista della commedia di Eduardo, che solo alla fine, quando si trova ad un passo dalla morte ed ha ancora il coraggio di chiedere al figlio “te piace ‘o presepio?, si sente rispondere: “Sì, me piace, papà!”.

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Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

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