Pane e Provvidenza

Teano, 26 febbraio 2017

Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Arturo Aiello

Parrocchia SS. Cosma e Damiano

VIII Domenica del T.O./A

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Il Vescovo sostituisce indegnamente il vostro Parroco, per permettergli di partecipare alla prima Messa a Teano tenuta da Don Massimiliano. Avere un prete a Teano è un miracolo di prima categoria, perché mentre altrove tutto è più facile, qui è tutto più difficile! Bisogna cogliere e sottolineare le grazie speciali …

Nella prima Lettura abbiamo ascoltato un’espressione che purtroppo torna troppe volte sulle nostre labbra: “Dio si è dimenticato di me”. La Lettura cominciava con: Sion ha detto: “Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato”.

Noi diciamo: “Dio si è scordato”, perché ci sembra che tutte le cose vadano storte, perché ci sembra di essere perseguitati dalla vita, al punto da dubitare che Dio si ricordi di noi.

All’espressione del popolo, che sarà in difficoltà come tanti di noi, che vivrà l’attesa lunga di un’alba, è rivolta la Parola del Signore attraverso il profeta, ma ovviamente questa Parola è per noi: Si dimentica forse una donna del suo bambino? Le donne, all’atto in cui divengono madri, acquisiscono una sensibilità nuova; magari una ragazza, prima di sposarsi, per svegliarla ci volevano le cannonate, ma se si sposa e ha un bambino (anche se adesso le cose non sono più così consequenziali come le ho dette), basta che il figlio si muova nella culla che si sveglia … Che è successo? È cambiata? È la stessa donna, ma con una nuova sensibilità, perché adesso si preoccupa, sa che la vita del figlio dipende da lei, e quindi ha l’orecchio del cuore teso ai movimenti del piccolo nella culla. Le mamme sentono i figli anche da lontano, ci sono delle mamme che hanno il cuore buio in certi giorni, e poi scoprono che il figlio o la figlia a centinaia di chilometri di distanza è in difficoltà o è incappato in un incidente.

È una nuova sensibilità, una ipersensibilità, e poiché Dio parla la lingua degli uomini, dice per bocca del profeta: Anche se una donna si dimenticasse – queste parole mettetele bene in mente – io non ti dimenticherò mai … mai! Significa che anche quando sentiamo Dio lontano – forse soprattutto allora – Dio ci è più accanto. Tu, più hai bisogno, più sei nella difficoltà, più Dio pensa a te.

L’orazione che ho letto dice: “O Dio, che vedi e provvedi”. Dio non vede soltanto, questa è una visione pagana! La mia generazione è stata ossessionata dall’occhio di Dio nel triangolo che ci prospettavano da bambini … Questa non è la visione cristiana di Dio! Dio non vede soltanto, vede (c’è anche un proverbio) e provvede. “Provvede” significa “interviene a favore di colui che vede”.

Il discorso della montagna che abbiamo letto in tutte queste domeniche, oggi è proprio sulla preoccupazione che le persone hanno. Le preoccupazioni fondamentali sono la salute e poi, in seconda battuta, cosa si mangia a pranzo. Traducendo, in dialetto: cosa mi metto? È il dramma dei nostri figli. Quindi il pane da mangiare, il vino da bere o l’acqua, e il vestito da indossare … dimensioni della vita, che non sono banalizzate, Gesù non dice che non bisogna preoccuparsi di queste cose, ma dice che non bisogna preoccuparsi eccessivamente al punto che il vestito valga più del corpo. Forse anche alcuni di voi, da bambini, avranno imparato questa poesia:

 

Oh! Valentino vestito di nuovo,

come le brocche dei biancospini!

Solo, ai piedini provati dal rovo

porti la pelle de’ tuoi piedini;

porti le scarpe che mamma ti fece

 

È l’immagine di un bambino povero, quasi nudo, che ha i piedi scalzi: porti le scarpe che mamma ti fece.

Non c’è un ideatore, un progettista di scarpe che possa fare una scarpa così perfetta come il piede.

Dopo i quarant’anni, si comincia a fare attenzione ai piedi. Prima dei quarant’anni i giovani fanno attenzione ad altre cose; poi, dopo i quarant’anni, dopo i cinquanta … mi fanno male i piedi! Il piede è un’opera d’arte, è un’opera meravigliosa di ingegneria, perché tutto il peso si scarica lì! Il poeta dice che quel bambino scalzo porta le scarpe che gli ha fatto la mamma, ma prima della mamma le “scarpe” – che sono i suoi piedi, miracolo di progettazione, non solo estetica ma anche di forze che si scaricano – è opera di Dio.

Quindi attenzione a non eccedere nella preoccupazione di ciò che mangeremo e di ciò che berremo: noi siamo già ansiosi, poi i mezzi della comunicazione sociale ci rendono ancora più ansiosi.

Dovreste imparare (imparate almeno questo dal vostro Vescovo!) ad abbassare i toni dei mezzi della comunicazione sociale, fossero anche solo le televisioni per le persone più anziane (i giovani hanno ben altri strumenti), perché immediatamente ci mettono ansia! Non so se avete fatto attenzione a come da un po’ di anni parlano ai telegiornali: ai nostri tempi parlavano pacatamente, ma adesso parlano come i telecronisti delle partite …! Ci mettono ansia come se stesse crollando il mondo! E noi non possiamo entrare in una dimensione che ci fa male e che non è cristiana, che non significa non occuparsi sanamente, saggiamente, del proprio futuro, della propria famiglia, ma dire, dopo aver fatto tutto il possibile: Dio ci pensa! A ogni giorno – dice Gesù – basta la sua pena. Non ti preoccupare, fra un anno, quando sarai vecchio: vivi il presente, godi che hai un piede che funziona, godi che oggi, tra un’ora, potrai sedere a pranzo con i tuoi familiari, godi di quello che il Signore ti dà, della Provvidenza. La Provvidenza, secondo alcuni, è il vero protagonista dei Promessi Sposi: Dio mai turba la gioia dei suoi figli se non per prepararne una più grande e più certa, dice il Manzoni in conclusione dell’Addio ai monti di Lucia.

I tempi andati erano pervasi dal senso della Provvidenza, e le persone mangiavano pane e Provvidenza. Adesso mangiano pane e ansia! E l’ansia è tanto più forte quanto più viene meno la fede nel Dio che vede e provvede. Gesù ha delle espressioni molto belle, anche poetiche, nel Discorso della montagna, rispetto al pane, rispetto al cibo: Guardate gli uccelli del cielo … Adesso siamo in febbraio, e la mattina cantano i merli … è una cosa bellissima! Purtroppo i giovani questi concerti se li perdono! I merli cantano la mattina, perché sono innamorati, cominciano alle quattro, alle cinque, e fanno dei concerti; non vanno a lavorare, non hanno l’assicurazione sulla vita, non maledicono il governo che ha ulteriormente dilazionato il tempo della pensione … cantano! Dice: guardate gli uccelli, imparate!

Francesco d’Assisi ha invitato i suoi frati alla semplicità di un rapporto con Dio che pensa agli uomini, tanto più agli uomini, perché pensa agli uccelli!

Poi: Guardate i gigli nel campo … (non sono i gigli di Sant’Antonio, ma dei fiori che fioriscono in Palestina, corti come le pratoline, delle piccole margherite che nessuno semina). Gesù dice che neanche Salomone – che era un arbitro d’eleganza – ha mai vestito in una maniera così bella, così elegante!

E, allora, qual è la conclusione? Se Dio pensa agli uccelli del cielo, se Dio veste i gigli del campo, non penserà anche a voi? Non rivestirà anche voi? E ci ha rivestiti, perché sotto il vestito c’è il nostro corpo.

Renato Zero, in una sua canzone sull’amicizia, chiede ad un amico, che forse è diventato potente: non so se sotto la giacca, sotto il portafogli tu abbia ancora un cuore …

Durante questa settimana cerchiamo di portare uno sguardo di fiducia, perché oggi di sfiduciati, di depressi e di persone che ci inducono a questi sentimenti ce ne sono tanti! Allora bisogna combattere la depressione, bisogna combattere la sfiducia, bisogna combattere l’idea che Dio si sia scordato di me!

Dio ti pensa. Se tu hai aperto gli occhi stamattina è perché Dio ha pronunziato il tuo nome, e tu sei vivo, sei qui! Oggi è una bella giornata, godetevela! Non andate di fretta, non fatevi prendere dall’ansia, fatevi una passeggiata in questo anticipo di primavera, perché siamo al centro di questo giardino che è il Creato, e siamo al centro di tante attenzioni che Dio ci fa, come un amante che pensa a mandarci i fiori ogni giorno, ogni mattina. Guardate le mimose come sono fiorite nei nostri giardini, piantate una mimosa perché rallegrerà il febbraio freddo dei vostri figli, più del vostro conto in banca! Guardiamo quello che di bello Dio sta facendo anche adesso!

Pensando a Massimiliano che, mentre siamo qui, sta celebrando col batticuore la sua prima Eucaristia nella chiesa Cattedrale, che è la parrocchia che lo ha visto crescere, godiamo anche di questo dono: ci sono i doni di natura, ma ci sono anche i doni di grazia. E se è fiorito un giovane a Teano, allora ci sarà certamente primavera.

 

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Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall’autore.

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