“Fare vacanza” è aprire il cassetto dei ricordi

Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” del 14 luglio 2017

In studio: Mons. Arturo Aiello – Vescovo della Diocesi di Avellino

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Pace e bene.

“Non fuggire da te” ci siamo detti venerdì scorso nel tentativo di fornire un vademecum per le vacanze, una sorta di manuale per Giovani Marmotte per evitare i pericoli e gli scogli delle vacanze. Stasera vorrei fermarmi sull’importanza di varcare la soglia della stanza dei ricordi. Stare con noi stessi non è un atto egoistico, perché ciascuno di noi è abitato da tante persone, è il frutto di tanti incontri, che, normalmente, tra gli orari del lavoro e i pericoli del traffico non emergono. “Fare vacanza” è aprire il cassetto dei ricordi, avere tempo per visitare le nostre radici, richiamare volti, situazioni, incontri che ci hanno reso ciò che siamo e tornare a dialogare con persone vive o defunte con cui non parliamo da tempo.

La Bibbia, soprattutto nell’Antico Testamento, è un continuo ripetere “Ricordati! Bada bene di non dimenticare!”. Nel libro del Deuteronomio, nella preghiera finale di Mosè, è scritto: Ricorda i giorni del tempo antico, medita gli anni lontani. Interroga tuo padre e te lo racconterà, i tuoi vecchi e te lo diranno, e continuamente si indica il peccato della dimenticanza come colpa grave.

Noi viviamo in una grave e profonda amnesia, prigionieri dell’attimo presente, senza passato, e quindi senza futuro. La vacanza è riprendere contatto con il nostro passato per dire grazie a tante persone, rievocarle con la potenza del ricordo, riconciliarci con loro, se necessario, ripensare alla nostra casa dell’infanzia e al nostro io bambino, che da qualche parte, sotto cumuli di cose inutili o dannose, ancora vive in noi.

Buone vacanze!

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Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

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