Lo sguardo, balcone del viaggiatore

Trasmissione radiofonica di RAI  RADIO 1 “Ascolta si fa sera” del 30 luglio 2018

Intervento di Mons. Arturo Aiello – Vescovo di Avellino

***

Pace e bene.

Per concludere il nostro piccolo Corso-percorso sul tema del “viaggio”, dopo lo zaino, le scarpe, la strada, puntiamo l’attenzione sullo “sguardo”. La strada, sia che si tratti di un sentiero o di un’autostrada, che sia su rotaie o su ali di un aereo, consente di attraversare una città o una regione, vede sfilare dal finestrino di un treno o da un oblò di aereo paesaggi e fiumi, case e contrade, coste alte e bianche, come le scogliere di Dover, o ghiacciai che si affacciano a mare, come i fiordi del grande Nord.

Carducci, in Davanti San Guido, vede dal treno i cipressi, alti e schietti, balzargli incontro: sono loro che gli ricordano l’infanzia e inutilmente lo invitano a sostare. La strada porta nei nostri occhi e nel cuore la terra, le case, gli animali, le piante, le persone. Possiamo fissare un’immagine o passare oltre, salvare o resettare un volto, una lacrima, un canto, un accento, un idioma, una frase, un verso.

Lo sguardo è il balcone del viaggiatore. Basta un colpo di ciglia per chiudere le finestre sul mondo o per evidenziare una storia, per accogliere e incidere i colori di un tramonto, il taglio degli occhi o del naso di una persona cara, la fronte alta, il colore e la foggia dei capelli.

Lo sguardo raccoglie ed eternizza ciò che passa, racchiude le meraviglie del mondo tutte in uno scrigno che si chiama “meraviglia”. E le salva.

 

***

Il testo è stato tratto dalla registrazione della trasmissione e non è stato sottoposto a revisione dell’autore.

Annunci